“Acqua, acquarello,

acqua che salta, acqua che ghiaccia.

Acqua di fiume, di mare, di valle,

ne senti lo scroscio gli spruzzi il boato

e infine la quiete del lago dorato.

Modella le dune invade il fossato,

prende per mano l’intero creato,

dondola i pesci disseta gli uccelli,

travolge il frumento spaventa gli agnelli,

Acqua, acquarello,

acqua di fonte 

che salvi il malato,

acqua di roggia

che lavi il bucato,

acqua d’oceano

che ci hai generato.”

Gli era venuta così la filastrocca, era esplosa nella sua mente guardando l’insenatura piena di barche colorate e quella ragazza dai riccioli d’oro che dipingeva il paesaggio.

L’uomo ammirava i rapidi tratti del pennello che freneticamente passava dall’acqua ai colori, gli energici colpi di tampone sul foglio che intanto si popolava di barche, persone, monti innevati e acqua di lago.

Si levò il cappello e con il fazzoletto deterse il sudore, quindi si avvicinò alla ragazza per vedere meglio la sua opera.

La ragazza si voltò e abbozzò un sorriso a quel vecchio signore con il panama ben calato e pensò, “se non fosse morto da tanto tempo giurerei che è mio nonno, adesso inserisco anche lui nel quadro, in fondo è l’unico che ha mostrato attenzione al mio lavoro.”

Pochi colpi di pennello e il vecchio comparve sulla promenade mentre guardava il sole che tramontava.

Adesso fu lui a sorridere e a ringraziarla, con gli occhi umidi. Si avvicinò ancora un po’ … si levò il cappello … si presentò e quindi iniziò:

 ” Acqua, acquarello,

acqua che salta, acqua che ghiaccia

 Acqua di fiume, di mare, di valle

ne senti lo scroscio gli spruzzi il boato

e infine la quiete del lago dorato.”

 

 

PIETRO PARISI    4/11